Fisica quantistica per poeti

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Il libro Fisica quantistica per poeti in sé è ineccepibile: chiarisce lo sfondo storico della scienza dei materiali da Galileo alle ipotesi di stringa con dettagli specifici per la meccanica quantistica. L’arruolamento è illuminante, aperto a tutti, a prescindere dal fatto che alcune idee più sconvolgenti e specifiche non siano chiare, il peso del libro è giustificabile e intrigante. Per gli individui che non ne sanno nulla è un libro brillante, un metodo straordinario per affrontare l’argomento, eppure gli individui che hanno già avuto la possibilità di leggere libri Fisica quantistica per poeti gratis di questo tipo avranno poca riflessione. L’angolo principale particolarmente affascinante, secondo me e come indicato dalla scrittura già letta da me, è la voce in cui la scienza materiale quantistica viene divulgata in connessione con la scienza: poiché la meccanica quantistica chiarisce i legami sintetici, come funzionano nel particolare il orbitali, sulla base del fatto che alcuni componenti sono conduttori e coperture differenti. I chiarimenti non sono generalmente chiari, ma piuttosto dalla prospettiva del conceto si tuffa in angoli che sono difficili da scoprire su diversi libri di questo tipo. Leggi La realtà non è come ci appare

Fisica quantistica per poeti

Dettagli:
La fisica quantistica è la più solida base delle nostre conoscenze. Praticamente tutto ciò che sappiamo sul mondo passa per questa disciplina, e sono tantissime le realizzazioni pratiche che questa scienza ha reso possibili: dal laser ai transistor, dalla risonanza magnetica al telefono cellulare che ognuno di noi ha in tasca. Eppure, per la grande maggioranza delle persone si tratta di una materia totalmente ignota, ritenuta troppo “difficile”, “arida” nella sua trattazione matematica, o “astrusa” nei suoi assunti di base. Nel migliore dei casi, un gioco per menti eccentriche, terribilmente complesso, al quale non conviene avvicinarsi, e che comunque nulla ha a che fare con la poesia del mondo. E questo è un vero peccato, perché la fisica quantistica è innanzi tutto “bella”, almeno quanto la poesia; e sebbene sia in effetti controintuitiva in maniera sconcertante (come la poesia) e a suo modo complicata, per capirne i segreti non è affatto necessario conoscere la matematica, almeno se a raccontarcela sono il Premio Nobel Leon Lederman e il suo collega Christopher Hill. Il dono della divulgazione di questi due autori, la loro verve stilistica e la loro indubbia competenza, permettono infatti a chiunque legga “Fisica quantistica per poeti” di capire finalmente a fondo fenomeni reali (eppure in un certo modo fiabeschi), come l’esistenza di particelle che “sanno” dove andare ancor prima di partire o che possono trovarsi in due luoghi contemporaneamente.

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