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I salva-spread. Conte e Tria all’Abi si intestano la pace sui mercati.

Rivendicano il loro lavoro da responsabili, complicato dai continui litigi fra Salvini e Di Maio. Grazie allo stop alla procedura Ue e alla Bce, il Btp/Bund torna sotto quota 200.

Quando Giovanni Tria prende la parola alla Borsa di Milano, trasformata in palcoscenico per l’assemblea dei cento anni dell’Abi, lo spread è a quota 193 punti. Era da maggio dell’anno scorso che non si registrava un livello così basso. Il governo gialloverde era ancora in fase di costruzione. Un ritorno al passato dopo 1970 ERTL T A CHALLENGER 1 18 SCALE CHRYSLER POWER EDITIONun anno di tensioni sui mercati, con lo spread sopra i 300 punti, miliardi bruciati, credibilità del sistema Paese in bilico, giudizi nefasti delle agenzie di rating. E poi le eterne trattative con Bruxelles, vertici di governo notturni con litigi e ripicche tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio, il rischio di una procedura di infrazione sui conti in malora sfiorato ed evitato per due volte. Tria prende la parola e davanti alla platea dei banchieri si intesta il successo della strategia della responsabilità. Voluta e coltivata con il premier Giuseppe AQUAMAN PREMIUM FORMAT FIGURE SIDESHOWConte, con la sponda silente ma efficace del Quirinale. Mentre i due vicepremier litigano ancora, questa volta sulla questione dei soldi dei russi alla Lega e sul decreto sicurezza bis, il ministro dell’Economia e il premier tengono ancora la barra dritta, impegnandosi anche per il 2020. Certificano la testa bifronte del governo.

Visco: “Calo spread spinge la crescita, nel 2019 crescita a +0,1%” Tria: “Per noi resta valida stima di +0,2%”. Patuelli (Abi): “No a fughe all’indietro, Italia torni protagonista”

“Taglieremo le tasse al ceto medio”. La promessa di Tria.  “L’obiettivo del governo è riportare il debito su un sentiero di riduzione, anche e soprattutto attraverso un rilancio della crescita economica”Concordo col5 AUTO MATCHBOX SUPERFAST LESNEY Inghilterra 5 pezzi giocattolo, da collezione Ministro sulla qualità dell’aggiustamento. Rimane il fatto che è l’esatto contrario di quanto strombazzato dai due comparielli.
Ora, considerato che io sono ceto medio, sto a vedere cosa succederà, sperando che non si tratti del gioco delle tre carte.Il problema è che non sono loro a governare ma gli altri due e loro intervengono a fare i pompieri quando le dichiararazioni degli altri incendiano e distruggono…

Risultati immagini per Renzi,Milano

La proposta di Martina agita i Dem. La resa dei conti è prevista per sabato prossimo all’hotel Ergife di Roma dove si rischia il primo vero strappo politico della segreteria Zingaretti

Addio al segretario premier. Il momento dello showdown è fissato per sabato prossimo, nell’aria condizionata dell’hotel Ergife di Roma.

Nella torrida estate romana, minaccia di consumarsi il primo vero strappo politico della segreteria Zingaretti, ma soprattutto il cambiamento antropologico del Partito democratico.

LA PROPOSTA DI MARTINAHONDA VTR 1000 V. Rossi Winner 8h SUZUKA 2001 Minichamps 1 12 122011446 BIKE

Il primo a lanciare il sasso ( e a ritirare subito la mano) è l’ex segretario Maurizio Martina, cui Zingaretti ha dato la guida della Commissione Statuto. Nome burocratico ma tema caldissimo, Martina spiega che «il segretario non sarà automaticamente il candidato premier» e anticipa che «il partito verrà rivoltato come un calzino».

In sintesi, addio per sempre alla vocazione maggioritaria di veltroniana memoria e un duro colpo anche al meccanismo delle primarie come strumento che dando la parola agli elettori e non solo agli iscritti – legittimano politicamente il segretario ad essere il candidato premier.

Apriti cielo, a colpi di agenzie e dichiarazioni: i renziani da una parte con Roberto Giachetti in testa che accusano la segreteria di voler arrivare all’assemblea con i documenti già scritti e di voler archiviare il Pd; Dario Franceschini NME h0 505661 AC, cereali carrello VTG 130m³, Blu, Nuovo, Confezione Originaleche si lascia sfuggire solo un cauto «Martina ha detto cose di comune buonsenso» ; gli zingarettiani che giurano che nulla è deciso e che l’assemblea è sovrana.

LA BASE SI SCALDA

Intanto, fuori dalle porte del Nazareno, la base del partito scalpita, si divide, si arrabbia. Proprio la rabbia è il sentimento più diffuso, che coinvolge renziani e non: «La discussione sulla forma partito a colpi di agenzie e interviste.

Il 10 di luglio. Con 40 gradi all’ombra. Come intercettiamo noi del PD le priorità del Paese nessuno mai» è la sintesi di Dario Ballini, militante dell’Isola d’Elba. Eppure – tempismo a parte che del Pd non è mai stato punto forte – la questione rimane sostanziale e divide i fronti del partito in due blocchi compatti anche tra i militanti.

Sul fronte del sì alla divisione dei ruoli si collocano soprattutto gli ex, quelli che provengono da esperienze politiche precedente New Megahouse Variable Action Heroes Pokemon Pokken Tournament Mewtwo Figuree l’argomentazione è sempre la stessa: il doppio ruolo svuota il partito e lo schiaccia sul governo, perchè «Per fare bene nei due ruoli ci vogliono caratteristiche completamente differenti», scrive un militante.

Su quello del no, le voci sono quelle di chi si sente più elettore che vero militante del partito e la sintesi di queste posizioni si legge sulla pagina Facebook di Martina: «Così si torna al secolo scorso e alla strategia delle paure.

Garanzia di abbonamento alla sconfitta», scrive un giovane elettore, anche perchè «la storia ci ha detto che il premier indicato dai partiti è stato sempre logorato e silurato. Chiedere a Prodi!».

Il dibattito sul tema accende gli animi e risveglia vecchie appartenenze, eppure su un elemento entrambe le fazioni ritornano, qualcuno addirittura scomodando Fabrizio Barca, autore della cosiddetta “relazione sui circoli” romani. Il nodo vero, a conti fatti, è la partecipazione.

IL NODO DELLE PRIMARIE

Nella pachidermica struttura del partito, le primarie ( siano per il segretario o per il segretario- premier) gravano tutte sulle spalle dei segretari dei circoli locali, sempre più in crisi sia economica che di partecipazione, oltre che imbrigliati in un meccanismo organizzativo baroccheggiante che in molti chiedono di riformare.

«Mappatura dei circoli, per stabilire linee guida e criteri di apertura e mantenimento, chiudendo o commissariando quelli che non rispettano gli standard minimi», chiede un sostenitore della linea di Martina.FIAT BALILLA FILM LUCE 1938 1 43

Eppure, i due giorni prima dell’assemblea di sabato sono lunghi da far passare. E sulle bacheche dei renziani doc inizia ad essere condiviso un evento organizato dalla rete di “Ritorno al Futuro – Comitati di Azione Civile dedicato al contrasto delle fake news”, a Milano, il giorno prima dell’assemblea romana. Ospite unico: Matteo Renzi.

 

“Milano oggi è un punto di riferimento per tutto il resto d’Italia”. Lo ha detto Matteo Renzi all’iniziativa dei Comitati civici a Milano dove è presente in platea anche il sindaco Beppe Sala. “Basta vedere cosa sta succedendo a Torino o a Roma. Senza voler buttare la croce addosso a quelle due ragazze, il problema è che c’è un movimento che si basa sul pressappochismo, dicendo ad esempio dei no a iniziative importanti”.

 

“L’algida sobrietà ci ha condannato a sconfitta. Dopo il referendum abbiamo perso la voce. Io voglio capire come abbiamo fatto a perdere e come torniamo a vincere. Loro magari si romperanno prima del previsto e noi intanto prepariamoci per bene, non perdiamo neanche un giorno, e torneremo a governare il Paese”. Lo dice Matteo Renzi all’iniziativa a Milano sulle fake news.
“E’ semplicissimo dire -aggiunge-1 18 NOREV MB Classe C Estate 2014 GRIGIO METALLIZZATO 183475 che è tutta colpa del caratteraccio di Renzi, non è problema di carattere ma di politica anche perchè il caratteraccio di Renzi non cambia. “Noi le cose le abbiamo fatte ma siamo stati così autolesionisti da non inserirle in un racconto complessivo”. 
“Noi non eravamo forti, bravi e fighi perchè non basta essere forti, bravi e fighi bisogna anche saper raccontare quello che si fa. E perchè non si è fatto? Perchè non tutti ci credevano, c’era una parte dei nostri che non ci credeva, troppo impegnata -conclude- a riprendersi la Ditta e a dirci che non eravamo di sinistra”.

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Il commento di Maria Elena Boschi sull’ipotesi di un nuovo partito creato da Matteo Renzi.

Lo ha fatto nel corso di un’intervista concessa a “Qn”. Queste le sue parole: “Oggi Renzi è impegnato in una sfida educativa e culturale, non nella costruzione di un nuovo partito. Per adesso un nuovo partito è solo una fantasia”.

 

A proposito dei “mille giorni” di Renzi, Maria Elena Boschi ha dichiarato: “La nostalgia è un sentimento bellissimo, ma non si fa politica con la nostalgia. I ‘mille giorni’ del governo Renzi hanno cambiato l’Italia moltoTAM14132 by TAMIYA DUCATI 1199 PANIGALE S TRIColoreeeE 1 12 più di quanto i commentatori abbiano riconosciuto. Io, però, non vivo rivolta al passato. Sono orgogliosa di ciò che con una squadra straordinaria siamo riusciti a fare, riportando il Paese a crescere”.

Poi, la Boschi ha definito le critiche a Matteo Renzi “una campagna d’odio ingiusta, che ha fatto male a molti di noi, alle nostre famiglie”. E ha aggiunto: “Tutto sommato è spiegabile: Renzi è andato avanti come un treno nel cambiare l’Italia, sul serio, e i risultati gli stavano dando ragione. L’unico modo per abbatterlo erano le fake news sui suoi collaboratori più stretti. Chi ha vinto con le fake news, però, sarà sconfitto dalla realtà”.

Risultati immagini per LA DECRESCITA È ARRIVATA A TORINO I grillini non sono solo stupidi. Sono proprio pericolosi, quasi letali.

Uno pensa, giustamente, che i grillini siano mediamente degli idioti. Oppure (definizione classica): la più straordinaria accozzaglia di teste di cazzo mai vista in politica. Ma ogni giorno ti stupiscono. Faccio grazia ai lettori della lettura dell’ultima edizione del Def (ministero dell’economia) dove si vede con allucinante chiarezzaRevell Collection Club Jeff Gordon 24 Pepsi 1 24 Die Cast 1 of 2,004 che, senza governo, questo paese sarebbe andatoHot Toys 1 6 Scale Star Wars The Force Awakens R2-D2 HT-902800 meglio. Con le loro sgangherate politiche economiche, suggerite da baristi, meccanici, casalinghe, hanno fatto solo danni e non hanno ancora finito.

Ma poi ci sono i particolari, le vicende periferiche. Se Roma è ridotta a una cloaca a cielo aperto, Torino nelle mani della bocconiana Appendino è possibile che vada ancora più a fondo.

Riassumiamo. Nel 2006 Torino (complice l’Avvocato Agnelli) ospita i giochi invernali delle olimpiadi. Un successo strepitoso, inimmaginabile: lo spettacolo d’apertura (il ferro il fuoco) risulta l’evento tv più visto nel mondo. Grandissima emozione quando la bandiera olimpica entra nello stadio portata da otto donne. Fra cui Sophia Loren, Isabelle Allende, Manuela di Centa, Susan Sarandon.

Torino riparte. Poi arrivano i grillini. Torino 2019 rifiuta di mettersi in gara, insieme a Milano e Cortina, per le prossime olimpiadi invernali. Milano e Cortina vincono. Adesso la botta finale: Torino è l’auto, tutto nato lì, al Lingotto e a Mirafiori. E ha sempre avuto il salone dell’auto. Non lo avrà più. Andrà a Milano. Per ragioni “ecologiche” i grillini lo hanno bocciato. La sindaca Appendino, resasi conto di guidare una banda di deficienti, minaccia le dimissioni.

Inizierà la semina dei peperoni nelle aiuole spartitraffico. La decrescita non più solo un sogno. A Torino si può già vedere. L’Italia del cambiamento.

La versione leghista su Savoini è smentita dai fatti. Il vicepremier è nervoso e prova a passare all’attacco insieme ai giornali a lui vicini

 

L’inchiesta sui fondi di Mosca alla Lega, o il tentativo di alcuni emissari di ottenere finanziamenti, sta mettendo in crisi il leader leghista. L’indagine della procura di Milano, che da mesi ha acquisito gli audio pubblicati nei giorni scorsi da BuzzFeed, potrebbe portare alla luce atteggiamenti poco chiari di uomini vicini al leader leghista. Uomini come quel Gianluca Savoini che è indagato per corruzione internazionale.

L’attacco dei giornali di destra

La preoccupazione del leader leghista è chiara se si guardano le prime pagine dei giornali più vicini al Carroccio, accompagnati da articoli ed editoriali che sono tutto un programma. Si va da Il Giornale che sottolinea come il Norev - 1 43 - SAVIEM S105M - 1969 - 530040 ricevesse soldi dall’Urss – fatto che risale a oltre quarant’anni fa – a La Verità che prova a gettare fango sul giornalista autore dello scoop etichettandolo come renziano. Questi attacchi sono un’alzata di scudi che dimostra come la macchina di propaganda leghista stia cercando di sviare l’attenzione.

Salvini cerca i “nemici”

Ora il leader leghista sta cercando i nemici, chi può essere stato a far partire tutto. Per Salvini qualcuno vuole gettare scredito sulla Lega. Il ragionamento del vicepremier è che sono “scomodi”. Nessuna riflessione sull’accaduto, solo rabbia e la volontà di trovare il “colpevole”.

Il sì del M5s alla richiesta di una Commissione parlamentare d’inchiesta, seppur con tutti i se del caso, è un altro colpo per lui. Si sente accerchiato e come scrive Verderami sul Corriere vuole capire da “dove è partito il colpo”. Continua a ripetere che non ha preso un rublo, ma sulla vicenda e sui colloqui solo un timido “non posso sapere con chi parla la gente”.

Salvini sa benissimo che la vicenda potrebbe avere ripercussioni sul governo e sul consenso che grazie a mesi di continua propaganda è riuscito a conquistare. Per uscire da questa situazione fa quello che gli riesce meglio, vale a dire attaccare gli avversari. Il video di ieri in cui dice che la riforma voluta da Renzi sulle provincie è “una riforma del ca..o” è sintomatico del suo nervosismo. Così come l’attacco al M5s, in particolare al leader movimentista Fico, su Decreto sicurezza bis e autonomie è un modo per spostare l’attenzione mediatica.

Le menzogne leghiste su SavoiniLSMODELS PIRATA 96011 Voiture lit WLABmz 173.1 CNL city night line DB HO

Oggi Carlo Bonini su Repubblica nota la linea di difesa leghista. Savoini, di cui non si può negare il rapporto con Salvini, viene disegnato come personaggio secondario. La portavoce del viceministro riporta Bonini parla così del rapporto tra i due e con l’associazione: “L’associazione Lombardia-Russia non ha nulla a che vedere con la Lega. Gianluca Savoini non ha mai fatto parte di delegazioni ufficiali in missione a Mosca con il ministro”. Il problema che a smentire Salvini e la sua difesa è lo stesso Salvini e la sua passione social. Infatti Savoini è in primo piano nella fotoImperial AT-AT Walker 1997 STAR WARS Power of the Force POTF Electronic MIB twittata dal ministro dell’Interno durante un tavolo con l’omologo russo (16 luglio 2018). Certo la portavoce dice che la presenza nella foto “non significa che fosse lì perché era nella delegazione”, ma appare alquanto improbabile che una persona al di fuori della delegazione possa sedere ad un tavolo istituzionale con tanto di microfono. Tra l’altro lo stesso Savoini ha ammesso in passato di aver sempre fatto parte delle delegazioni in Russia di Salvini.

 

 

Anche Marine Le Pen è sospettata di aver ricevuto soldi da Putin.
Tornando a noi se Salvini fa questi sporchi giochi, che gli americani hanno ben capito, dagli Stati Uniti verranno altre rivelazioni e saranno prove schiaccianti contro la lega.

Sui presunti fondi neri alla Lega la magistratura farà la sua parte, ma a leggere bene  il contenuto delle registrazioni forse  non è questo il punto più critico di una conversazione per molti versi inquietante. Si profila una strategia di politica estera ben precisa con due piani che avanzano simultaneamente, entrambi pericolosi e che rinnegano l’intera strategia del dopoguerra mettendo in discussione alleanze e collocazione strategica dell’Italia in Europa nel Patto Atlantico.

Il primo prevede la distruzione delle istituzioni europee che abbiamo costruito, la Lega alla testa di una compagnia di altre forze tutt’altro che rassicurante. Le destre vecchie e nuove tenute insieme da spinte nazionalistiche e ambizioni di potenza, avrebbero l’obiettivo, dichiarato nelle conversazioni del  collaboratore del leader della Lega, di superare il rapporto con le istituzioni di Bruxelles. Il secondo propone l’allontanamento  dal tessuto del multilateralismo internazionale rappresentato dagli Stati Uniti e dalla Nato per avvicinarsi a Mosca. Contro la NATO e le istituzioni europee per offrire una piattaforma di politiche e di valori alternativi per future generazioni di italiani. Si fa esplicito riferimento a una nostra  sovranità contrapposta alle istituzioni internazionali di cui facciamo parte da decenni e che in molti casi abbiamo contribuito a fondare e sostenere. Mai con questa chiarezza un disegno di  politica estera era stato disegnato e dubito  che sia stato raccontato ai nostri alleati nel recente viaggio a Washington dal vice premier Salvini.

Ripeto la magistratura indagherà sull’esistenza o meno di fondi neri ma queste teorie sono una certezza e impongono chiarezza. Altro che pettegolezzi. C’è un disegno di partiti europei per tradire l’Alleanza Atlantica? E’ questa la politica estera del governo Conte? Chi sarà il nostro commissario europeo e il ministro degli affari europei quale politica seguirà? Queste domande richiedono urgenti e chiare risposte nelle sedi appropriate. Vigiliamo e difendiamo le prerogative costitutive della nostra comunità nazionale. Altro che “prima gli italiani ” qualcuno lavora per mettere “prima i russi”.

DA TENER PRESENTE CHE!Pochi giorni dopo l’incontro con i russi la Lega presentava un emendamento per legalizzare il finanziamento estero ai partiti. 
L’emendamento non passa, ma la Lega raggiunge comunque il suo obiettivo, con la versione definitiva della legge “spazzacorrotti”, nome quanto mai ironico.

Ma non è finita: con il decreto crescita il divieto viene rimosso anche per fondazioni e comitati.
In entrambi i casi tutto ciò avviene con il voto FAVOREVOLE dei 5 stelle, quelli dell’onestà e della politica priva di influenze.

In un paese normale l’opinione pubblica ti manda a casa per molto, ma molto meno.Purtroppo, è una triste verità, molti italiani sono sprovveduti ed è su di loro che il  ‘capitano’ esercita la sua capacità manipolatoria. Prima o poi però i nodi vengono sempre al pettine… Si tratta solo di aspettare.

Decreto sicurezza bis, aut aut di Salvini a M5S.

Salvini mi ricorda quel ragazzo che alle partite all’oratorio pretendeva che si giocasse con le sue regole e che quando non gli si dava ascolto, calciava il pallone di là dalla strada.Alla fine si ritrovava a giocare solo con quei poveri cristi che non avevano il pallone e che, pur di giocare, erano costretti a subire la sua arroganza. 

Salvini, avrei anch’io qualche “pettegolezzo” da nascondere; voi ci siete riusciti prima con 49 e poi con 65: le mie in confronto sono, come direbbe un Suo illustre predecessore, il grande Totò, «quisquilie, bazzecole, pinzellacchere». Mi spiega come avete fatto?

Ma questi della Lega quando staccano la spina? Cosa aspettano? Godot? Ma si sa che in Italia conta solo l’interesse privato, quindi penso che Salvini e quelli della Lega hanno un proprio tornaconto personale (Kotobukiya SV207 Horror Bishoujo Pinhead 1 7 Scale Figure(HellraiserIII)) e non faranno cadere nessun governo…quando getteranno la maschera dei duri e puri e cominceranno anche loro a  fare il trenino con le trombette di carnevale e cantando Brigitte Bardot bardot ridendo alla faccia degli italiani?

“C’è chi dice il falso e fa propaganda”

“Su questo non transigo e vado fino in fondo”: questo è lo slogan che usa per qualsiasi cosa; diceva ad esempio la stessa cosa per il deficit di bilancio che, a suo dire, non sarebbe sceso al di sotto del 3%: lui sapeva che era una bugia, ma gli era utile per raccogliere consensi, e quando poi la percentuale è dovuta scendere al 2% si è presentato all’opinione pubblica come l’unico che faceva gli interessi(1 18 Kyosho BMW M3 GTS E92 Fire arancia 25 Diecast Model Car arancia 08739PM) degli italiani, mentre tutti gli altri si erano calate le braghe:una tecnica da venditore di pentole ma molto redditizia in termini elettorali.

Ora la Lega e Salvini (con guai con la giustizia di varia natura) continuano con questa farsa della sicurezza e di guerra contro le ONG continuando a prendere per il naso gli italiani a fronte di una emergenza “invasione” o di “sicurezza” che non esiste e che quindi assume un aspetto paranoico. I dati sulla sicurezza sono gli unici dati positivi che può vantare l’Italia e questi risultati positivi  c’erano prima che arrivasse Salvini al governo il quale ha solo peggiorato le cose perché invece sono aumentati i reati di istigazione all’odio e all’odio razziale che proprio il ministro dell’Interno dalle sue pagine ha incoraggiato.

ED! Ecco, ora siamo alla stretta finale visto che i giorni della finestra si accorciano. Anche la piccola foglia di FicoWiking SERBATOIO vaporetti Franz Klasen ,, scritta HDS, in ott (N. 29 nh0) non può coprire queste vergogne. Ora vedremo se Salvini vuole andare all’incasso prima che possa pagare le conseguenze della vicenda Savoini. Come rimpiango i tempi in cui i faccendieri erano Carboni, Bisignani o il compagno Greganti (questo ci parla degli “illuminet” di Brussellese, e ci scappa da ridere). D’altra parte anche Salvini ci dice di non avere preso soldi dalla Groenlandia, senza sapere che questo territorio non è una nazione, non ha una capitale e neppure ha una moneta o un governo. Ma questi sono i tempi di questi tempi, e non ci meravigliamo se anche i nostri ragazzi sono allo stesso livello.

L’unico decreto sicurezza che potrebbe essere utile al Paese  sarebbe quello di limitare il potere di Salvini, altro che incrementarlo.Ritengo che il maggior pericolo per la nostra sicurezza sia proprio Salvini.Se continuiamo Corgi 1 50 Scale 76101 - Renault Premium Powder Tanker - Damac Transporters Ltd.di questo passo, con il suo 38% nei sondaggi, ci ritroveremo tra non molto ad averlo come capitano assoluto del Paese. Si Salvi chi può.

 

 

Salvini va abbattuto perché è Salvini.